Occlusione e postura

 


Occlusione e postura 


Alcuni disturbi otorinolaringoiatrici (acufeni,vertigini,riduzione dell'udito) e posturali possono essere attribuiti a patologie dell'articolazione temporo-mandibolare, quali artrite o artrosi della stessa, disfunzioni, malocclusioni.

Gnatologia: scienza che studia i rapporti tra le arcate dentarie, i mascellari, il comportamento di tutto il sistema masticatorio compresi muscoli, articolazione Temporo-mandibolare, sistema nervoso e denti. Prevede diagnosi e cura delle disfunzioni articolari.

Una malocclusione (difettoso ingranaggio dei denti) o un problema disfunzionale a livello dell'articolazione temporo-mandibolare possono avere ripercussioni sull'assetto del collo e della schiena, sull'atteggiamento posturale di tutto il corpo e sull'equilibrio e la stabilità.

Postura: insieme delle relazioni posizionali del corpo nello spazio, se armonica il corpo è in equilibrio, se alterata produce dismetrie. 

Denti e postura: per anni vi è stata molta diffidenza verso coloro che affermavano l’esistenza di relazioni meccaniche ed energetiche tra denti, mal occlusione e postura. Oggi tale relazione è stata quasi universalmente accettata, grazie alla sua dimostrabilità attraverso strumenti scientifici quali pedane baropodometriche e stabilometriche, oltre che alle dimostrazioni empiriche. Durante uno studio scientifico si è prevista la creazione artificiale di precontatti dei denti e l’osservazione delle variazioni di pressione che si venivano a creare in vari punti ben precisi e ripetibili sotto la pianta dei piedi; questo a dimostrare l’interazione tra le catene muscolari e l’articolazione temporo-mandibolare.

L’articolazione temporo-mandibolare è un tramite attraverso cui si trasmettono i disagi dei precontatti al collo, e dal collo al tratto cervicale, e da qui a tutto il sistema muscolo-scheletrico. Un’altra via di trasmissione nervosa-sensitiva, per quanto riguarda l’arcata dentaria superiore, è il cranio. Non va dimenticato che ogni dente è innervato e quindi invia messaggi al sistema sensitivo-motorio del cervello. Ogni pressione anomala, incongruente, disagevole, mette in atto sistemi di difesa e di antalgismo e quindi andrà a modificare l’assetto posturale, con ovvie conseguenze.

Degno di nota è anche il fenomeno legato al “dente mancante”, che permette alla lingua di protrudere in uno spazio non previsto per lei; questo crea alterazione nella deglutizione, torsione della lingua, tensioni anomale sotto al mento, e dunque alterazioni posturali.


Come si adatta il nostro corpo?


 L’occlusione dentale è parte integrante di questo sistema adattativo. La relazione tra apparato stomatognatico e postura trova le sue basi anatomiche ed embriologiche nel cosiddetto legamento temporo-mandibolare di Pinto (cfr. professor Antonio Cesarani, direttore della U. O. Audiologia, Milano, 1995). Gli studi effettuati hanno evidenziato che tale legamento altro non è che la prosecuzione del legamento del martello (orecchio medio).

Pertanto, uno slittamento del disco dell’articolazione temporo-mandibolare determina una trazione del legamento, che causa l’affondamento della platina della staffa e una iperstimolazione del labirinto; non a caso, oggi, gli odontoiatri particolarmente competenti nella patologia da disfunzione temporo-mandibolare utilizzano di routine la pedana stabilometrica, che registra le variazioni del baricentro del corpo umano. Le risposte del sistema posturale fine sono le vie motorie efferenti, con particolare riguardo agli effettori muscolari che stabilizzano la posizione del piede (nello specifico il muscolo soleo).


In condizioni normali, le informazioni afferenti vengono riconosciute, confrontate, modulate e integrate nel Sistema Nervoso Centrale, dove avviene la programmazione efferente (risposta). Se l’anomalia della risposta oltrepassa le capacità di adattamento, la strategia motoria efferente sarà, ovviamente, anomala. Le capacità di adattamento centrale non sempre sono le stesse: vengono ridotte, ad esempio, dagli stress fisici, iatrogeni, psichici, rendendo più probabile una risposta anomala per stimoli abitualmente sopportati. Ecco perché alterazioni stomatognatiche di vecchia data, malocclusione, o mancanza anche di un solo dente, possono divenire, improvvisamente, fonte di disturbo posturale e malessere.

Il più delle volte è retroposizionata e incarcerata dall'arcata superiore. I muscoli deputati ai movimenti mandibolari sono costretti ad un superlavoro e vanno incontro a "stress", lo spazio all'interno della cavità articolare si riduce.


Queste problematiche scatenano una sintomatologia varia, che raramente viene collegate a problematiche occlusali:


-risvegliarsi stanchi e con la muscolatura indolenzita;


-cefalea (mal di testa);


-dolori nei vari settori della colonna vertebrale (mal di schiena);  


Come intervenire

Si può intervenire nei bambini a partire dai 5 anni con apparecchiature in grado di intercettare le malocclusioni.

Negli adulti con malocclusioni non trattate o che hanno perso degli elementi dentali o dopo inserimento di protesi non adatte, la mandibola si viene a trovare in una posizione non corretta.

Nei casi fortemente sintomatici si può effettuare un'artrocentesi che porta ad un quasi certo miglioramento della sintomatologia.

La risposta anomala del sistema posturale non è una patologia curabile con una singola terapia, ma, essendo un insieme di sintomi che possono essere causati da problematiche di tipo visivo, podalico, orale, propriocettivo, vestibolare ed epiteliale, esige un trattamento specifico da parte di un’équipe di specialisti.

La funzione dell’apparato stomatognatico, quindi, non è solo la masticazione, la fonazione, la deglutizione, ma soprattutto il continuo reperimento, tramite i movimenti per l’esplicazione di tali funzioni, di messaggi a partenza occlusale per l’equilibrio della postura di tutto il corpo. Perciò è importante l’armonia dell’occlusione ai fini della postura generale. Nella cura dell’atleta, dunque, bisogna considerare l’aspetto posturale, ma soprattutto comprendere le cause di tale alterazione del sistema. Sarà il caso di porre maggior attenzione all’atteggiamento fisico del nostro allievo, osservando, ad esempio, se durante il gesto atletico, serra la bocca, se spesso accusa mal di testa, o se, dal gesto atletico stesso, si può evincere una modificazione nella capacità di equilibrio, tutti segnali tipici di un probabile problema occlusale.

Anche se, visti gli innumerevoli fattori che determinano le modificazioni posturali, va aggiunta un’analisi attenta di tutte le varianti che ne conseguono. Il punto di partenza, infatti, è quanto sia importante la collaborazione di diverse figure professionali (ortopedico, oculista, gnatologo, otorinolaringoiatra, osteopata, fisioterapista, podologo, allenatore, preparatore atletico, etc.). Ciascun individuo ha un proprio bagaglio di informazioni, di abitudini e di atteggiamenti posturali, che consente all’organismo di sopportare e di adattarsi a ogni modificazione esterna e interna, che, però, spesso, a distanza di tempo, può nascondere patologie latenti.

In questi casi la terapia ottimale consiste nel ritrovare la posizione mandibolare corretta e stabilizzarla l'uso di un bite. La terapia con il bite è temporanea, ottenuta la scomparsa della sintomatologia dolorosa bisogna intervenire ricreando una occlusione corretta.

A tale scopo per gli adulti utilizziamo l’ortodonzia invisibile.

Per supportare la terapia ortodontica nel trattamento di pazienti con problemi dovuti ad uno squilibrio muscolare, è consigliato un programma di terapia per rifunzionalizzare la muscolatura.

Quindi insieme al trattamento ortodontico, associamo sedute di terapia miofunzionali rivolte ad equilibrare la muscolatura della bocca e del viso.


 


 


 


 


 


 


 


 


 

 

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