Polispecialistico Milano

Prevenzione

  • La tecnica di spazzolamento piu' consigliabile e' quella che permette la maggiore asportazione di placca: il movimento deve essere effettuato dal polso e non dal braccio intero cosicche' si ha un migliore controllo dei movimenti fini e precisi. Lavarsi i denti non serve per avere l' alito fresco e profumato ma serve solo all'asportazione della placca. L'azione del dentifricio sarebbe addirittura superflua in quanto l'efficacia determinante e' data dall'azione meccanica e cioe' dal movimento. Abbiamo visto che la placca tende ad accumularsi al colletto dei denti e negli spazi interdentali e, posteriormente, sulle superfici masticanti. E' li' quindi che occorre concentrare l'azione dello spazzolino, per quanto si puo'. Sulle altre parti del dente per fortuna ci pensano parzialmente le guance (esternamente) e la lingua (internamente) a tenerli puliti e privi di placca.

    Spazzolare i denti posteriori.
    Occorre quindi inserire lo spazzolino orizzontalmente in bocca (v. sopra), appoggiarlo alle corone dei denti posteriori e spazzolare non con movimento di va e vieni (la placca verrebbe asportata e rimessa poi al suo posto!) ma con solo movimento di andata cosi' da togliere la sola placca del colletto. Sono sufficienti pochi colpi ma precisi: non e' necessario passarci delle ore a fare schiuma! E' intuitivo, ma occorre dirlo, che il movimento sara' dall'alto in basso per l'arcata superiore e dal basso verso l'alto per l'arcata inferiore. Eseguita questa prima operazione sia sulla superficie vestibolare dei denti (che guarda verso le guance) che su quella linguale (interna)... occorre spazzolare le superfici masticanti dei denti posteriori...... e anche in questo caso con il solo movimento di andata (dal dietro verso la parte anteriore della bocca

    Spazzolare i denti anteriori.
    Questa tecnica, una volta imparata, e' la piu' semplice e rapida ma non puo' essere applicata a incisivi e canini. Per questi denti occorre una pulizia particolare, dente a dente! Inserire lo spazzolino per il lungo (l'asse lungo dello spazzolino deve essere parallelo all' asse lungo del dente) e fare il solito movimento di sola andata dall'alto verso il basso per l'arcata superiore e dal basso verso l'alto per i denti dell'arcata inferiore.

    Il filo interdentale.
    Non dimentichiamo pero' che nessuno spazzolino rimuove completamente la placca e soprattutto quella interdentale e quindi se vogliamo insegnare ai nostri figli una corretta igiene della bocca dobbiamo insegnare loro ad usare il filo interdentale. Spazzolatura dall'alto verso il basso per l'arcata superiore e al basso verso l'alto per l'arcata inferiore. Ricordarsi poi delle superfici linguali. Il filo andra' infilato in uno spazio interdentale, appoggiato ad una superficie ed estratto strofinando questa superficie; cosi' dovra' essere fatto in tutti gli spazi. Certamente e' un po' noioso ma ripaga abbondantemente perche' i risultati che si ottengono sono entusiasmanti: si puo' con una buona e corretta igiene orale arrivare all' eta' adulta senza carie!

  • Se si sente un dolore improvviso, acuto, di breve durata quando i denti vengono a contatto con il freddo o con il caldo oppure con cibi dolci o acidi, ed in assenza accertata di carie, significa che i denti sono diventati troppo sensibili o, per meglio dire, che si soffre di "ipersensibilità' dentinale" .

    Questo disturbo può' colpire persone di tutte le eta', ma e' più' frequente tra i 40 e 50 anni, mentre e' raro negli adolescenti. Il dente diventa sensibile quando la dentina, quella sostanza dura subito al di sotto dello strato superficiale di smalto e di cui il dente e' maggiormente composto, e' esposta, cioè' non e' più' ricoperta da smalto, cemento e gengiva. In tale situazione i tubuli che attraversano la dentina mettono in comunicazione la polpa dentaria (il nervo) con l'esterno, provocando dolore.

    Le cause di questa esposizione sono molteplici:

    • un errato spazzolamento dei denti insieme all'uso di dentifrici troppo abrasivi può' provocare l'esposizione della dentina perché' rovina lo smalto (abrasione) e determina la retrazione del margine gengivale (recessione gengivale) mettendo allo scoperto parte della radice del dente che diventa sensibile agli stimoli.
    • l'abitudine ad assumere bevande acide come spremute di arance o pompelmo, succhi di frutta, bibite tipo Coca Cola, pio' provocare lesioni dello smalto (erosione) specialmente se assunti prima di dormire.
    • lo stesso effetto puo' essere causato da disturbi che provocano un reflusso acido dallo stomaco o in seguito a vomito frequente, tipico dei disturbi alimentari (anoressia, bulimia) e della gravidanza.
    • anche il digrignamento dentario puo' causare usura ed esposizione dentinale In questi casi e' indispensabile effettuare una visita di controllo dal dentista per comprendere e, quindi, rimuovere le cause che hanno determinato l'ipersensibilità'.

    Con una valutazione precisa dello stato di salute dei denti sara' anche possibile stabilire le cure adeguate per questo fastidioso disturbo. Alcune di queste possono essere effettuate a casa, mentre altre devono essere eseguite dal dentista.

    La prima cosa da fare e' seguire un corretto programma di igiene orale: bisogna spazzolare i denti delicatamente, nel modo corretto (vedi il capitolo "come pulire i denti" ) e con uno spazzolino a setole di durezza media. Come dentifricio bisogna usare uno di quelli che contengono apposite sostanze desensibilizzanti. Inoltre bisogna limitare l'uso di bevande e cibi acidi, come lo yogurt.

    Se tra le cause di ipersensibilità' c'e' l'abitudine a digrignare i denti, e' raccomandabile l'uso di una protezione personalizzata (bite o placca di svincolo) da indossare la notte e nei momenti di particolare stress. Infine, in base al tipo ed al grado dell'affezione, il dentista può' consigliare vari trattamenti professionali tra cui l'applicazione di speciali farmaci locali che sigillano i tubuli dentinali proteggendo la polpa (vedi figura).

  • Le malattie che più spesso colpiscono denti e le gengive sono la carie e le infiammazioni gengivali. Entrambe sono causate dalla placca batterica, un insieme di diversi microrganismi, che si deposita sui denti.

    Se non viene quotidianamente asportata mediante spazzolino e filo interdentale, la placca trasforma gli zuccheri dei cibi in acidi che erodono lo smalto provocando la carie, mentre a livello del solco gengivale si trasforma in tartaro che, a poco a poco, si infiltra profondamente danneggiando il parodonto, ossia quell'insieme di tessuti deputati al mantenimento del sostegno dentale.

    La battaglia contro la carie inizia alla nascita ed anche prima: infatti lo smalto dentario può' essere rinforzato dall'assunzione di fluoro prima che il dente spunti dalla gengiva. Questo vale sia per i denti da latte che per quelli permanenti.

    La dose giornaliera di fluoro deve essere prescritta dal dentista in base all'età' del bambino ed alla dieta: alcuni tipi di acqua, ad esempio, contengono già' del fluoro. In seguito e' bene abituare i bambini ad usare lo spazzolino fin dalla comparsa dei primi denti, aiutandoli base alle loro capacita' manuali. E' importante pulire i denti subito dopo aver mangiato ed evitare di consumare cibi dolci (caramelle, gomme da masticare, bibite gassate, ecc.) al di fuori dei pasti.

    Assolutamente da evitare e' l'abitudine di cospargere il succhiotto o la tettarella del biberon con miele o zucchero: la cosiddetta " carie da biberon" e' una delle forme di carie peggiori che può' portare alla distruzione completa dei denti. In ogni caso e' necessario interrompere l'uso del succhiotto entro i 3 - 4 anni di eta' in modo da non alterare la corretta eruzione ed allineamento dei denti permanenti.

    In eta' più' avanzata, un buon modo per ridurre il rischio di carie e' la sigillatura dei solchi dentari. Si tratta di chiudere le fessure presenti sulla superficie masticante dei molari e premolari, con un materiale sigillante ed invisibile in modo da proteggere le zone più' a rischio di insorgenza di carie perché' ritentive della placca batterica (come appunto lo sono i solchi inter-cuspidali).

  • Una delle tante preoccupazioni quando ci si reca dal dentista e' l'essere tutelati nei confronti delle infezioni crociate, sarebbe a dire il passaggio di malattie tra un paziente all'altro tramite strumentario non perfettamente sterile.

    Anche se nel nostro studio abbiamo potenziato al massimo l'uso di strumentario monouso, questo non e' sempre possibile. Per mantenere la sterilita' del materiale riutilizzabile ci siamo da tempo dotati di procedure di sterilizzazione simili a quelle utilizzate in ambiente ospedaliero, che prevede l'imbustamento individuale dei ferri chirurgici ed il passaggio finale in autoclave ad alta pressione.

    Dato che non e' possibile verificare visivamente se un processo di sterilizzazione e' andato o meno a buon fine, abbiamo previsto di effettuare un controllo settimanale mediante delle spore di batteri vivi ma, ovviamente innocui, contenuti in provette sigillate assieme.

    Tale provetta viene inserita nell'autoclave e sterilizzata come facciamo sempre. Dopodiché' viene inserita in incubatrice per 3 giorni in modo da stimolare, con il calore, la riproduzione batterica.

    E' ovvio che dopo tale periodo non dovranno essere presenti alcun batterio vivo all'interno della provetta. I risultati di tale prova vengono affissi nelle sale d'attesa dello studio liberamente consultabili.

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